Marchionne specchio di un paese anormale /3

Sottoscrivo punto per punto il post del senese Balestrazzi.Ben venga un sano liberismo che accompagni la centralità dello stato, mache sia di un tipo ben differente da quello auspicato dal prof. Forte, unpochetto fascista, per quello c’è solo da rabbrividire, una politicaeconomica che va all’inseguimento dello schiavismo, del lavorare di piùaumentando il gap con le stock option dei manager. Siccome i cinesi e ibrasiliani producono meglio di noi schiavizzando, noi ci abbassiamo al lorolivello? Giammai. Mica è colpa degli operai se le auto Fiat fanno schifo ei manager Toyota sono meglio dei nostri. Con buona pace deimarchionnizzatori la rivoluzione liberale è rimandata.Bisogna riformare il mondo del lavoro ma non marchionizzandolo.